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Romanzo di educazione a Nizza 2

October 25th, 2011 general

La promessa dell’alba, 1960, Romain Gary (1914-1980), ed.Folio

In questo romanzo autobiografico, Gary racconta la sua infanzia nella Polonia orientale e la sua adolescenza a Nizza. Alla fine dei suoi studi di diritto a Aix-en-Provence, sopraggiunge la Guerra ; diventa aviatore, parte in Inghilterra, in Africa e in Medio-Oriente.

Ma si tratta soprattutto di sua madre. Russa, ebrea, attrice di teatro, non più giovanissima quando diventa madre e abbandonata, dedica a suo figlio un amore incondizionato e appassionato. Lo ama come ama la vita, con energia e sregolatezza. Ama anche la Francia come una stella che la guiderà nell’oscurità del mondo. Poiché madre e figlio si scontrano con « Totoche , dio della stupidità », e « Filoche, dio della piccolezza, dei pregiudizi, del disprezzo, dell’odio » (p.17 et 18). Grandi ambizioni, soprattutto per suo figlio, piccoli lavoretti, questa donna crede fortemente in un avvenire glorioso e, in effetti, Romain Kacew, detto Gary, sarà Console Generale di Francia, Cavaliere  della Legione d’Onore, e soprattutto scrittore famoso (due volte Prix Goncourt, prima con lo pseudonimo Romain Gary, po con quello di Emile Ajar !). Purtroppo troppo tardi perché lei possa assaporare la realtà del suo folle sogno.

Animato da cotanto amore materno, il giovane cerca la sua virilità nella creatività e nella violenza. Fedele ai principi semplici e forti di sua madre, Romain si batte contro gli dei maligni della sua mitologia infantile, e le sue armi sono l’allenamento fisico, l’humour e la scrittura. La sua debolezza, un mondo caotico che saccheggia i suoi amori e la sua sensibilità. Si chiarisce il senso del titolo:

« Con l’amore materno, la vita vi fa all’alba una promessa che non mantiene mai ». (p.38)

L’autoderisione e l’humour cercano di equilibrare le tinte scure del romanzo, la miseria, la fame, la solitudine,  l’esilio. Quando le condizioni materiami migliorano un po’, a Nizza, sono la guerra, le sue assurità,e i suoi orrori che saccheggiano le speranze del giovane aviatore. Il narratore maturo, solo su una spiaggia del Pacifico, ha grosse difficoltà a far vivere l’ottimismo materno nei ricordi di sofferenza lasciati dalla guerra, degli amici morti combattendo, della sua malattia così grave da somministrargli, l’estrema unzione. Ecco quello che lo tiene in vita:

« Dovevo mantenere la mia promessa, tornare a casa ricoperto di gloria dopo cento battaglie gloriose, scrivere Guerre et Paix, diventare ambasciatore di Francia, insomma, permettere al talento di mia madre di manifestarsi [...] Tutto il mio bisogno d’arte e il mio gusto per la bellezza,cioé della giustizia, m’impedivano di abbandonare la mia opera vissuta prima di averla vista prender forma, prima di aver rischiarato il mondo intorno a me, anche solo per un istante, di un qualche significato fraterno ed emozionante. » (p.366-67).

Un tale progetto di vita rende la lettura intrigante, l’humour e l’intelligenza fanno pensare, i fatti senza dubbio romanzati restano credibili, e questa storia illumina il resto dell’opera, essenzialmente.

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